





























Hadeeth Cards
Da'wa cards that highlight great meanings from the noble prophetic hadiths in a simple style and attractive display that helps the Muslim to have a deeper understanding of his religion in an easy way
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Si tramanda che ʻAbduLlah Ibn Masʻūd - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ci ha insegnato il sermone della necessità: «Invero la lode appartiene ad Allah, Lui lodiamo, a Lui chiediamo aiuto e a Lui chiediamo perdono. Ci rifugiamo in Lui dai mali delle nostre anime. Chi Allah guida, di certo non avrà deviante alcuno, e chi Allah devia, di certo non avrà guida alcuna. Testimonio che non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah; e testimonio che Muĥammad è Suo servo e Suo Messaggero. {O gente! Temete il vostro Signore che vi ha creati da un unico essere, e da esso ha creato la sposa sua, e da loro ha diffuso molti uomini e donne. E temete Allah, in nome del Quale rivolgete l’un l’altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Allah vigila su di voi} [An-Nisāʾ, 4:1]. {O voi che avete avuto fede! Temete Allah col giusto timore e non morite se non musulmani} [Ãl-ʻImrān, 3:102]. {O voi che avete avuto fede! Temete Allah e proferite un detto consono. Egli risanerà le vostre opere e perdonerà i vostri peccati, e chi obbedisce ad Allah e al Suo Messaggero allora ha davvero conseguito un enorme trionfo} [Al-Àĥzāb, 33:70-71]»".
Ibn Masʻūd - che Allah Si compiaccia di lui - ha riferito che il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - insegnò loro Ḵuţbatu-l-Ĥājah (sermone dell'occorrenza), ed è ciò che viene pronunciato nei preamboli delle prediche e nelle introduzioni alle questioni, come in occasione del discorso matrimoniale ad esempio, o la predica del venerdì o altro ancora. Questo sermone comprende significati importantissimi, tra cui il riconoscimento che Allah è degno d'ogni tipo di lode, la richiesta di sostegno da parte Sua, Lui unicamente senza alcun consocio; la richiesta di perdono e condono dei peccati; il ricorso a Lui contro tutti i mali, che siano mali della propria anima o altri. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato poi del fatto che la guida è nelle mani di Allah e che chiunque Egli guidi, non potrà mai smarrirsi, mentre chi Egli farà smarrire non potrà avere nessuna guida. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha poi menzionato la testimonianza dell'Unicità (Tawĥīd), affermando che non c'è nessun dio degno di essere adorato se non Allah; e la testimonianza della Profezia affermando che Muĥammad è il servo di Allah e Suo Messaggero. Si conclude questo sermone con questi tre versetti che includono l'ordine del timore di Allah con l'obbedienza ai Suoi comandamenti e della lontananza delle Sue proibizioni, per il Suo volto. Sottolineano inoltre il fatto che la ricompensa per chi adempie a ciò è la rettitudine degli atti e dei detti, il perdono dei peccati, la buona vita in questo mondo e il conseguimento del Paradiso nel Giorno della Resurrezione.
Si tramanda da Al-Miqdām Ibn Maʻdīkarib - che Allah Si compiaccia di lui - che il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: "Se un uomo ama suo fratello, che lo informi che lo ama".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - indicò uno dei mezzi che rafforzano il rapporto tra i fedeli e diffondono l'amore tra di loro, ossia che se qualcuno ama un suo fratello, che lo informi dell'amore che prova per lui.
Si tramanda da Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - che il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Evitate i setti peccati capitali». Dissero: «O Messaggero di Allah, quali sono?». Disse: «Associare ad Allah; la magia; uccidere senza diritto un'anima che Allah ha reso inviolabile; consumare l'usura; dilapidare i beni degli orfani; la fuga nel giorno dell'offensiva; calunniare le donne caste, fedeli e ignare».
Il Messaggero di Allah (che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute) ordina alla sua Ùmmah di stare lontano da sette crimini e peccati capitali, e quando gli fu chiesto quali fossero, li esplicò così: Primo: attribuire consoci ad Allah, prendendo entità (di qualsiasi tipo siano) ritenute analoghe o consimili a Lui (gloria a Lui) e rivolgendo un qualsiasi atto di adorazione ad altri che Allah l'Elevato. Ha iniziato con l'associamento perché è il più grande dei peccati. Secondo: la magia - che consiste in pratiche che prevedono nodi, incantesimi, pozioni e fumi - che affliggono il soggetto colpito con la morte, la malattia o causa la separazione tra i coniugi. Si tratta di un'opera diabolica e molte volte non è possibile giungere a praticarla se non tramite l'idolatria e propiziandosi gli spiriti maligni facendo ciò che amano. Terzo: l'uccisione di un'anima che Allah ha reso inviolabile, tranne se vi sia una ragione legittima ratificata dall'autorità. Quarto: praticare l'usura, usufruendo degli interessi oppure tramite altre forme di profitto illegale. Quinto: la sottrazione illecita dei beni di un bambino il cui padre è morto prima che egli abbia raggiunto la pubertà. Sesto: fuggire durante la battaglia contro gli infedeli. Settimo: accusare di fornicazione le donne caste e libere, e lo stesso vale per gli uomini.
Si tramanda che Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha detto: «Non rendete le vostre case delle tombe, e non fate della mia tomba un luogo di celebrazione. Pregate pure [Allah] in mio favore, ché le vostre preghiere in mio favore mi raggiungeranno ovunque voi siate»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha proibito dall'escludere le dimore dal compimento delle preghiere, rendendole come i cimiteri in cui non si deve pregare. Inoltre, ha proibito di visitare frequentemente la sua tomba e di renderla un luogo di raduno abituale, poiché ciò è una causa che conduce all'idolatria. Ha invece ordinato di pregare in suo favore ovunque ci si trovi sulla terra, poiché le preghiere in suo favore lo raggiungono, sia da chi gli è vicino sia da chi gli è lontano allo stesso modo, pertanto non è necessario recarsi con frequenza presso la sua tomba.
Si tramanda da Sahl Ibn Saʻd - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Chi mi garantisce ciò che si trova tra le sue mascelle e ciò che si trova tra le sue gambe, garantisco a lui il Paradiso».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato a proposito di due cose che se il musulmano si attiene ad esse entra in Paradiso: La prima è la preservazione della lingua dal proferire ciò che provoca l'ira di Allah l'Altissimo. La seconda è la preservazione dei propri genitali dalle oscenità. Questo perché i peccati che vengono commessi per mezzo di questi due organi abbondano.
Si tramanda che Jābir - che Allah Si compiaccia di lui e del padre - disse: "Ho sentito il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - dire: «La miglior formula di Ricordo è ‹Lā ilaha ìlla Allah› (Non v'è nessun dio autentico all'infuori di Iddio) e la miglior invocazione è ‹Al-ĥamduli-Llah› (La lode ad Allah)»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ci ha informato che la miglior formula di Ricordo (ḏikr) è ‹Lā ilaha ìlla Allah› e il suo significato è: "Non v'è nessun dio autentico, degno di adorazione se non Iddio"; e che la migliore invocazione (duʻāʼ) è ‹Al-ĥamduli-Llah› (La lode a Iddio), che è il riconoscimento che chi concede la grazia è Allah - gloria a Lui - Colui che è degno dell'attributo della perfezione e della bellezza.
Si tramanda che Ibn Masʻūd - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha detto: «Il paradiso è più vicino ad ognuno voi di quanto lo sia il laccio del suo calzare, e in egual modo il Fuoco».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che il Paradiso e l'Inferno sono vicini alla persona come il laccio della calzatura sul collo del piede, e ciò perché è possibile che compia un atto di obbedienza che compiaccia Allah ed entri in paradiso tramite d'esso, oppure commetta un atto di disobbedienza che gli causi l'entrata nell'inferno.
Si tramanda da Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Iddio - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Il Fuoco è avvolto dalle passioni, mentre il Paradiso è avvolto dalle avversità»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - spiega che il Fuoco è avvolto da ciò che l'ego brama, commettendo ciò che è proibito o mancando in ciò che doveroso. Dunque, chi segue il proprio ego e le proprie passioni in questo merita il Fuoco. Il Paradiso invece è avvolto da ciò verso cui l'ego ha avversione, come la costanza nell'eseguire gli obblighi, l'astenersi dalle proibizioni e il fatto di essere pazienti in ciò. Quindi, se uno lotta e si sforza contro se stesso in questo, merita di entrare in Paradiso.
Si tramanda che Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Sentii il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - dire: «I diritti del musulmano sul musulmano sono cinque: rispondere al saluto, visitare il malato, partecipare ai funerali, accettare l'invito e rivolgere l'augurio a colui che starnutisce»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - spiega alcuni dei doveri del musulmano nei confronti del suo fratello musulmano. Il primo di questi diritti è che tu risponda al saluto di colui che ti porge il saluto. Il secondo diritto: assistere e visitare i malati. Il terzo diritto: seguire il corteo funebre dalla residenza del defunto al luogo della preghiera, ed infine al cimitero, fino alla sua sepoltura. Il quarto diritto: accettare l'invito quando si viene invitati al banchetto di nozze o in qualsiasi altra occasione. Il quinto diritto: rivolgere l'augurio a colui che starnutisce, ossia dirgli: "Yarĥamuk-Allah" (che Allah abbia misericordia di te) se loda Allah (ossia se dice: "Al-ĥamdu-li-Llah"). La persona che aveva starnutito risponde: "Yahdīkumu-Llahu wa-yuşliĥu bālakum" (che Allah vi guidi e risani il vostro stato).