Hedayat “A fruitful harvest”
from the gardens of “ Verses and Hadiths ”
Inspiring Dawah cards that highlight the profound meanings of Quranic verses and Prophetic Hadiths. Presented in an accessible and engaging style to help Muslims gain a deeper understanding of their faith with ease.
About Hedayat
Hedayat is a platform that combines simplicity of design and ease of use
displaying the benefits derived from Verses and Hadiths in
attractive cards with unique designs.
Unique Designs
Cards with unique and attractive designs that express the content of the text
Reliable Materials
Scientifically reliable benefits reviewed by a group of scholars
Easy Browsing
You can browse the cards easily and display them effortlessly
Different Languages
Cards are available in more than 40 languages for the benefit of all
Hadith Cards
Si tramanda da ʻUmar Ibn Ḵaţţāb - del quale Allah Si è compiaciuto - che egli disse: "Ho sentito il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - dire: «Non esaltatemi oltre misura come fecero i nazareni con il figlio di Maria. Invero io sono un Suo servo; pertanto dite: ‹Servo di Allah e Suo Messaggero›»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - proibisce l'eccesso e l'esagerazione nel lodarlo e nel descriverlo con attributi e azioni riservati solo ad Allah, o affermando che conosca l'invisibile, o che possa essere invocato assieme ad Allah, come fecero i nazareni con Gesù figlio di Maria, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute. In seguito ha evidenziato il fatto di essere uno dei servi di Allah e ha ordinato di definirlo: ‹Servo di Allah e Suo Messaggero›.
Si tramanda che Àbū Al-Hayyāj Al-Àsdƴ - che Allah gli usi misericordia - disse: «ʻAly Ibn Àbī Ţālib - che Allah Si compiaccia di lui - mi disse: "Vuoi che ti assegni lo stesso compito che il Messaggero di Allah- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - mi aveva assegnato? Non lasciare una statua senza distruggerla, né una tomba in rilievo senza livellarla"».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - inviava i suoi compagni affinché non lasciassero intatta nessuna effigie - ovvero una rappresentazione di natura animata, tridimensionale o meno - senza che venga rimossa o cancellata. Venivano incaricati inoltre di non lasciare nessuna tomba elevata senza che sia livellata al terreno, demolendo eventuali strutture costruite su di essa e spianandola, senza quindi lasciarla molto al di sopra della superficie della terra, ma solo nella misura di un palmo.
Si tramanda da Saʻd Ibn Hišām Ibn ʻĀmir che, quando entrò da ʻĀ’išah - che Allah Si compiaccia di lei e del padre - disse: «O madre dei fedeli! Informami sul carattere del Messaggero di Allah, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute». Disse: «Non leggi forse il Corano?». Dissi: «Sì». Disse: «Invero, la creanza del Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - era il Corano».
La madre dei fedeli, ʻĀ’išah - che Allah Si compiaccia di lei e del padre - fu interrogata a proposito della creanza del Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute; così rispose con un'espressione esauriente, indirizzando l'interrogante verso il Corano che include tutti gli attributi della perfezione, dicendo che il Profeta- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - si caratterizzava con le maniere del Corano: ciò che il Corano ordina, lo eseguiva, e ciò che il Corano proibisce, lo evitava. Il suo carattere rifletteva l'applicazione del Corano. Rispettava le sue limitazioni, si comportava secondo la sua etichetta e teneva in gran conto le sue parabole e i suoi racconti.
Si tramanda che Ànas Ibn Mālik - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Mentre eravamo seduti in moschea con il Profeta- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute- ecco che entrò un uomo su un cammello che legò, dopo averlo fatto accomodare all'interno della moschea. Chiese: «Chi di voi è Muhammad?», mentre il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute -era disteso tra loro. Allora rispondemmo: «Quest'uomo bianco disteso". L'uomo si rivolse al Profeta- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute: «O figlio di ʻAbdi-l-Muţţalib!». Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Sono qui per risponderti». L'uomo disse al Profeta, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute: «Ti voglio chiedere qualcosa, ma sarò deciso nella domanda, perciò, che la tua anima non abbia alcun risentimento nei miei confronti». Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Chiedi ciò che ti aggrada». L'uomo disse: «Ti chiedo per il tuo Signore e per il Signore di coloro che ti hanno preceduto! È Allah che ti ha inviato a tutte le genti?». Il Profeta- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute- rispose: «Per Allah, sì». L'uomo disse: «Ti chiedo per Allah! È Allah che ti ha ordinato di pregare le cinque preghiere, nel dì e nella notte?». Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - rispose: «Per Allah, sì». L'uomo disse: «Ti chiedo per Allah! È Allah che ti ha ordinato di digiunare questo mese dell'anno?». Rispose: «Per Allah, sì». L'uomo disse: «Ti chiedo per Allah! È Allah che ti ha ordinato di prendere questa elemosina dai nostri ricchi e distribuirla ai nostri poveri?». Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - rispose: «Per Allah, sì». Allora l'uomo disse: «Ho fede in ciò che hai recato e davvero sarò messaggero per il mio popolo che ho al seguito. Sono Ḑimām Ibn Ṯaʻlabah, un fratello della tribù di Saʻd Ibn Bakr»".
Ànas Ibn Mālik - che Allah Si compiaccia di lui - racconta che mentre i Compagni erano seduti con il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - entrò un uomo in groppa ad un cammello, che fece poi accosciare e lo legò. Poi chiese loro: "Chi di voi è Muhammad?". E il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - era sdraiato tra la gente, allora dissero: "Quest'uomo bianco disteso". L'uomo si rivolse al Profeta- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute- con: "O figlio di ʻAbdi-l-Muţţalib!". Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - rispose: "Ti ho sentito, chiedi e ti risponderò". L'uomo allora disse: "Ti voglio chiedere qualcosa, ma sarò deciso nella domanda, perciò (auspico) che la tua anima non abbia alcun risentimento nei miei confronti", ossia: non adirarti con me e non sentirti a disagio. Allora gli rispose di chiedere ciò che voleva. Così disse: "Ti chiedo per il tuo Signore e per il Signore di coloro che ti hanno preceduto! È Allah che ti ha inviato a tutte le genti?". Rispose: "Per Allah, sì", per confermare la propria veridicità. L'uomo disse: "Ti chiedo per Allah! È Allah che ti ha ordinato di pregare le cinque preghiere, nel dì e nella notte?", ossia le cinque preghiere obbligatorie. Rispose: "Per Allah, sì". Disse: "Ti chiedo per Allah! È Allah che ti ha ordinato di digiunare questo mese dell'anno?", ossia il mese di Ramaḑān. Rispose: "Per Allah, sì". Disse: "Ti chiedo per Allah! È Allah che ti ha ordinato di prendere questa elemosina dai ricchi tra noi e distribuirla ai poveri tra noi?", ossia la zakāh, il tributo raffinatorio. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - rispose: "Per Allah, sì". A quel punto Ḑimām abbracciò l'Islam e informò il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - che avrebbe invitato il suo popolo all'Islam. Poi si presentò dicendo che era Ḑimām Ibn Ṯaʻlabah della tribù di Saʻd Ibn Bakr.
Si tramanda da Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Quando Allah creò il Paradiso e l'Inferno, inviò Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute- al Paradiso e [gli] disse: "Osservalo e guarda quel che vi ho predisposto per i suoi abitanti". Lo vide poi fece ritorno, e disse: "Per la Tua supremazia, nessuno ne sentirà parlare senza entrarvi!". Allora [Allah] ne diede l'ordine e così fu avvolto dalle avversità e poi disse: "Recatici, osservalo e guarda quel che ho predisposto per i suoi abitanti". [Gabriele] lo vide ma ecco che era avvolto dalle avversità, allora disse: "Per la Tua supremazia, temo che non riesca ad entrarvi nessuno!". [Allah poi] disse: "Vai e osserva il Fuoco e ciò che vi ho predisposto per i suoi abitanti". Allora lo osservò e vide che le sue parti si accavallavano le une sulle altre, così fece ritorno e disse: "Per la Tua supremazia, nessuno vi entrerà!". Allora [Allah] ne diede l'ordine e così fu avvolto dai piaceri e poi disse: "Torna indietro e osservalo". [Gabriele] allora lo vide ma ecco che era avvolto dai piaceri. Fece ritorno e disse: "Per la Tua supremazia, temo che non se ne salvi nessuno"».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che quando Allah creò il Paradiso e l'Inferno, disse a Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - di andare al Paradiso e di osservarlo, e così Gabriele andò, lo osservò e poi tornò indietro. Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - allora disse ad Allah, giurando per la Sua supremazia, che nessuno avrebbe sentito parlare di esso e delle beatitudini, onori e beni che contiene, senza desiderare di entrarvi e fare di tutto per conseguirlo. Allah poi avvolse e circondò il Paradiso con le avversità e le difficoltà derivanti dall'adempimento agli ordini e dall'astensione dai divieti. Per cui, chiunque desideri entrarvi, dovrà superare tali avversità. Allah l'Altissimo poi disse a Gabriele di recarsi al Paradiso e di osservarlo dopo che l'aveva circondato con queste avversità. Gabriele andò, lo osservò e poi tornò e disse al Signore, giurando per la Sua supremazia, che temeva davvero che nessuno potesse entrarvi a causa delle difficoltà e delle avversità che si trovano sulla sua strada. E quando Allah creò l'Inferno, disse a Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - di raggiungerlo e di osservarlo. Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - andò e lo osservò. Poi tornò e disse al Signore, giurando per Sua supremazia, che nessuno avrebbe sentito parlare del tormento, del dolore e delle sofferenze che contiene senza abborrirne l'ingresso e cercare di allontanarsi dalle sue cause. Allah l'Elevato poi avvolse l'Inferno ponendo sul suo sentiero piaceri e delizie, e disse a Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - di andare e osservarlo. Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - andò, lo osservò e quando tornò disse, giurando per la supremazia del suo Signore, che temeva e paventava che non se ne sarebbe salvato nessuno a causa dei piaceri e delle delizie con cui era circondato.
Si tramanda che Ţawūs - che Allah abbia di lui misericordia - disse: "Ho incontrato alcune persone tra i compagni del Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - che dicevano: «Ogni cosa è secondo predestinazione»". E disse: "Ho sentito inoltre ʻAbduLlah Ibn ʻUmar - che Allah Si compiaccia di lui - dire: «Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: ‹Ogni cosa è secondo predestinazione, anche l'incapacità e la capacità, o la capacità e l'incapacità›»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha riferito che qualsiasi cosa è secondo ciò che è stato predestinato, anche l'incapacità, ossia l'omissione di ciò che è obbligatorio compiere, o la sua procrastinazione o il suo rinvio oltre il termine definito, sia che si tratti di questioni mondane che religiose. Lo stesso vale per la capacità, ossia l'essere attivi e abili nelle questioni mondane e religiose. Allah, l'Eccelso e Maestoso, ha predestinato l'incapacità e la capacità, come ogni altra cosa. Nulla accade nell'esistenza senza che sia stata preceduta dalla sapienza e volontà di Allah.
Si tramanda che Ibn ʻAbbās - che Allah Si compiaccia di lui e del padre - disse: “Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Chi acquisisce la conoscenza dell'astrologia, acquisisce un ramo della magia; più aumenta [nella prima] più aumenta [nella seconda]»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha spiegato che coloro che imparano e acquisiscono scienze legate all'astrologia e ai segni zodiacali e utilizzano come indizi i loro movimenti e la loro entrata e uscita riguardo agli eventi terreni futuri, come la morte, la vita o la malattia di una persona e cose simili, essi avranno appreso una branca della magia. Più una persona aumenta la sua sapienza in questo tipo di scienza, più aumenta nella magia.
Si tramanda che Àbī Mūsā Al-Àšʿarƴ - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Invero Allah concede dilazione all'ingiusto, ma quando lo afferra non gli lascia scampo», poi recitò: {Questa è la presa del tuo Signore quando prende le città inique. La Sua presa è davvero dolorosa e dura} [Hūd:102]".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - mette in guardia dal persistere nello stato d'iniquità attraverso i peccati, l'idolatria e l'ingiustizia verso le persone nei diritti. Allah, infatti, concede all'ingiusto una dilazione e rimanda prolungandogli la vita e dandogli ricchezza, senza infliggergli il castigo nell'immediato. Ma se poi non si pente, Allah lo afferra senza lasciarlo più a causa della quantità di ingiustizie che ha commesso. Poi il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - recitò: {Questa è la presa del tuo Signore quando prende le città inique. La Sua presa è davvero dolorosa e dura} [Hūd:102].
Si tramanda che ʻĀʼišah - che Allah Si compiaccia di lei - disse che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «As-siwāk è purificatorio per la bocca e gradito al Signore»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ci informa che pulirsi i denti con il ramoscello della pianta del àrak (salvadora persica) e simili purifica la bocca dallo sporco e dai cattivi odori, ed è una causa di compiacimento di Allah verso il servo, poiché nel suo utilizzo vi è un atto d'obbedienza verso di Lui e d'osservanza del Suo comando, nonché per il fatto che si realizzi tramite d'esso la pulizia, che Allah l'Altissimo ama.
Si tramanda da Ḵuraym Ibn Fātik - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Le opere sono sei [tipi] e le persone sono di quattro [categorie]. Ci sono due necessità inevitabili, una cosa che vale l'altra, una buona azione equivalente a dieci di essa ed un'altra equivalente a settecento. Quanto alle due necessità inevitabili: chi muore senza associare ad Allah alcunché, entra in Paradiso, mentre chi muore associando ad Allah qualcosa, entra nel Fuoco. Quanto alla cosa che vale l'altra: chi intende compiere un'opera buona al punto che il suo cuore la percepisce ed è risaputa da Allah, gli viene ascritta un'opera buona; e chi invece commette un'opera cattiva, gli verrà ascritta un'opera cattiva. Chi compie un'opera buona, avrà in compenso dieci volte tanto, e per chi elargisce per la causa di Allah, l'opera buona è pari a settecento. Quanto alle persone, vi è colui a cui è stata data prosperità nel mondo e ristrettezza nell'Ultima, colui a cui è stata data ristrettezza nel mondo e prosperità nell'Ultima, colui a cui è stata data ristrettezza sia nel mondo che nell'Ultima, e colui a cui è stata data prosperità sia nel mondo che nell'Ultima».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha riferito che le opere si dividono in sei categorie e che le persone si suddividono in quattro tipi. Le sei categorie di opere sono: La prima: chi muore senza associare nulla ad Allah, merita necessariamente il Paradiso. La seconda: chi muore e associando qualcosa ad Allah, merita necessariamente l'Inferno dove rimarrà in perpetuo. E queste sono le due necessità inevitabili. La terza: la buona opera intesa. A chi intenda compiere un'opera buona ed è sincero al punto che il suo cuore la percepisce ed è risaputa da Allah, ma viene impedito da circostanze che non gli permettono di compierla, viene comunque ascritta per lui un'opera buona completa. La quarta: l'opera cattiva compiuta. Chi compie un'opera cattiva gli viene ascritta una sola opera cattiva. E queste due sono la "cosa che equivale l'altra" senza incremento. La quinta: un'opera buona che vale dieci volte tanto. A chi intende compiere un'opera buona e la compie effettivamente, vengono ascritte dieci opere buone. La sesta: un'opera buona che vale settecento opere buone. A chi elargisce una sola elargizione per la causa di Allah viene ascritta quest'opera buona come settecento opere buone. Questo è grazie al favore e la generosità di Allah, sia benedetto ed elevato, verso i Suoi servi. I quattro tipi di persone sono invece: Il primo tipo: è colui che gode di abbondante sostentamento nel mondo, dove vive beato e in cui trova ciò che desidera; subirà però ristrettezza nell'Ultima e la sua sorte sarà l'Inferno. Costui è l'infedele abbiente. Il secondo tipo: è colui che soffrirà la ristrettezza nel sostentamento nel mondo ma gli verrà concessa la prosperità nell'Ultima e la sua sorte sarà il Paradiso. Costui è il fedele povero. Il terzo tipo: è colui che subisce la ristrettezza nel mondo e nell'Ultima. Costui è l'infedele povero. Il quarto tipo: è colui che gode di prosperità nel mondo e nell'Ultima. Costui è il fedele ricco.